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Global Compact on Education: per una società più a misura dell’uomo

29 novembre 2019: si è svolta il 25 novembre il primo Incontro della Comunità Accademica UPS 2019-2020 sul Patto Educativo Globale. Dopo il saluto iniziale del Rettore, prof. don Mauro Mantovani, la dott.ssa Iman Sabbah, giornalista, exallieva della Facoltà di Scienze della Comunicazione sociale e attualmente corrispondente RAI da Parigi, ha messo in luce le principali opportunità e sfide che l’impegno educativo oggi affronta sia a livello internazionale sia a livello locale, in un contesto sociale che troppo spesso non favorisce la promozione di una cultura del dialogo e dell’incontro, della giustizia e della pace, e di una reciproca convivenza e positiva interrelazione tra religioni, popoli, nazioni e appartenenze etniche e politiche. La parola è poi passata a mons. Vincenzo Zani, Segretario della Congregazione per l’Educazione Cattolica, che ha ripercorso la genesi e gli sviluppi del “Global Compact on Education” lanciato da Papa Francesco lo scorso 12 settembre. Un’esigenza sentita universalmente, un nuovo rilancio della centralità dell’educazione per una società più a misura della persona umana, chiamata a confrontarsi con la trascendenza, la relazione con l’alterità, il recupero non autoreferenziale ma solidale ed inclusivo della sua identità e profondità interiore. Mons. Zani ha ripercorso i tratti fondamentali della riflessione offerta dal magistero ecclesiale sul tema dell’educazione, dalla dichiarazione Gravissimum educationis del Concilio Vaticano II alle profetiche espressioni di papa Paolo VI, dai significativi testi di papa Giovanni Paolo II ai temi dell’emergenza educativa e dell’allargamento degli orizzonti della razionalità sviluppati da papa Benedetto XVI. Il magistero di Papa Francesco, in continuità sia con questi elementi sia con la ricca esperienza e riflessione sull’educazione maturata nel suo ministero apostolico in Argentina, stimola oggi ad attualizzare e a concretizzare – a cinque anni dalla pubblicazione dell’Enciclica Laudato si’ sulla cura della casa comune – le prospettive di un autentico “nuovo umanesimo” per rispondere alla persistente crisi di pensiero, di testimonianza e di fraternità.

Il tema del Patto educativo nell’ottica dell’essere donna, madre, moglie e anche professionista è stato approfondito dalla Prof.ssa Francesca Romana Busnelli dello Studio Aliante, docente presso la facoltà di Scienze dell’Educazione dell’UPS.

L’intervento, arricchito anche dalle considerazioni raccolte dal confronto con alcuni studenti, ha messo a fuoco le opportunità e le sfide. Alcune parole chiave come “competenze relazionali”, “fiducia reciproca”, “capacità di ascolto e di scambio” rappresentano un possibile percorso concreto di costruzione di patti educativi in ogni ambiente. Il rapporto con i giovani e il mondo universitario hanno bisogno di mettere in pratica un nuovo stile sinodale a partire dai contesti accademici perché i giovani hanno bisogno di testimoni credibili che considerino l’educazione come un processo continuo e sempre presente nelle scelte di vita personali e collettive.

Infine il prof. don Salvatore Currò, docente presso la Facoltà di Teologia dell’UPS, ha sottolineato come la sfida del Patto educativo rappresenti un invito a pensare tutta la pastorale della Chiesa con una qualità educativa e a pensare l’evangelizzazione stessa dentro un orizzonte di cammino con tutti, abitando insieme la casa comune. Il richiamo di Papa Francesco a curare i processi e l’idea di lavorare sui tempi lunghi, che l’educazione richiede, sono un segno controcorrente ma profetico nel contesto culturale attuale. In un mondo interconnesso l’educazione richiede alleanze e lavoro in rete, il Sinodo sui giovani e anche il recente Sinodo sull’Amazzonia hanno fatto emergere questa necessità. Il Sinodo sui giovani, in particolare, ha evidenziato gli atteggiamenti fondamentali e la conversione mentale necessari al camminare insieme.

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